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Scopri arte e turismo con le Dimore Storiche

L’omaggio all’arte ed alla storia della Penisola che dall’8 maggio è il fil rouge del 104° Giro d’Italia e che prosegue il 15 e 16 con la Giornata FAI di Primavera, continua e si arricchisce domenica  23 maggio in occasione della XI Giornata Nazionale delle Dimore Storiche Italiane (ADSI).

Un appuntamento culturale, fra i primi in presenza a segnare l’inizio della ripresa dopo il lungo lockdown, che consentirà al pubblico di visitare gratuitamente oltre 300 tra castelli, rocche, ville, parchi, giardini di proprietà privata di tutta la Penisola  che apriranno le loro porte per far rivivere quelle pagine di storia e di arte che ognuno di loro, in momenti ed epoche diverse, hanno contribuito a scrivere. Gioielli fragili, la cui tutela e conservazione è interamente affidata a coloro che ancor oggi ne custodiscono il patrimonio artistico e paesaggistico rendendoli fruibile a tutti, e che nell’insieme costituiscono il più grande museo diffuso d’Italia, che prima della pandemia contava 45 milioni di visitatori l’anno.
L’XI giornata Nazionale ADSI vede il Piemonte e Valle d’Aosta che ha anche ricevuto il sostegno di Reale Mutua e il Patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte, della Regione Autonoma Valle d’Aosta, della Città Metropolitana di Torino e delle Province di Alessandria, Asti, Cuneo e Novara offrire una bella panoramica anche con molte novità, sulla mappa potete visulizzare l’elenco completo delle dimore aperte, suddiviso per provincia.
Ben 33 le dimore storiche di Piemonte e Valle d’Aosta (+ del 10%  di quelle aperte in tutta Italia, di cui alcune alla loro prima Giornata Nazionale) A queste si aggiungeranno 3 Case della Memoria di Saluzzo, Candidata Capitale della Cultura Italiana 2024, che si pone quindi come una meta privilegiata per una conoscenza più approfondita di una delle “perle”  del Piemonte.
Alcune partecipano per la prima volta alla Giornata ADSI e abbiamo focalizzato proprio quelle.
Nel novarese, Casa Bettoja a San Maurizio d’Opaglio, sul lago d’Orta; nel torinese, a Bricherasio, il Palazzo dei Conti di Bricherasio e a Santena, il Polo Cavouriano, neo-iscritto ADSI. Da segnalare anche che in alcune località (nel torinese, Bricherasio, Collegno, Santena, Saluzzo; nel novarese a Boca e sul Lago d’Orta) sono possibili visite alle due proprietà, e altre sono visitabili nelle immediate vicinanze. Ottimo spunto per invogliare anche visitatori provenienti da altri regioni ad una conoscenza “allargata” di zone del Piemonte al di fuori dagli abituali circuiti.
Per garantire il rispetto delle norme di sicurezza, distanziamento e sanificazione vigenti, quest’anno è però necessario prenotare la propria visita. Tutte le modalità di accesso e prenotazione saranno disponibili al Link.
Maggiori dettagli e ubicazione di ogni dimora sono disponibili sulla mappa.
Sono tutte da porre nel nostro taccuino per future visite visto che ora si riapre tutto, ma alcune ci hanno colpito per gli affreschi, le sale che ci riportano indietro in tempi non vissuti, per i giardini tenuti in maniera eccellente.
Nell’alessandrino il castello di Rocca Grimalda che per la sua posizione domina l’ampia vallata dell’Orba costituendo all’epoca una posizione strategica. Edificato inizialmente all’inizio del ‘200 intorno alla maestosa torre circolare di avvistamento, fu prima dei marchesi del Monferrato poi di Gavi sino a passare nel 1431 a Gian Galeazzo Trotti, capitano di ventura dei Visconti, signori di Milano. Interessante il giardino recentemente restaurato e inserito nell’elenco dei giardini storici della Regione Piemonte, presentandosi in tre diverse fisionomie: il giardino all’italiana, il boschetto o giardino romantico e il giardino segreto, o monastico medioevale.
Oltre il giardino c’è ancora il bosco, cresciuto sulla ripida rocca. I Grimaldi lo attraversavano per scendere all’Orba, o risalire al castello.
Ma soffermiamoci su alcune di queste bellezze che privati cercano di mantenere sempre nel loro splendore per poterci far rivivere storie antiche e quindi vi segnaliamo alcune che per la prima volta aprono al pubblico.
Casa Bettoja – San Maurizio d’Opaglio (No) 
La casa Bettoja sorge a Opagliolo, frazione di S. Maurizio d’Opaglio, sul lago d’Orta, ed è una tipica casa della piccola nobiltà locale. Alcuni reperti archeologici (frammenti di stoviglie e di costruzioni) mostrano che il sito era abitato già in epoca romana ed anteriore. Dalla seconda metà del XIV sec. è documentato il possesso della famiglia Bettoja (che risiedeva sull’Isola di S. Giulio) delle terre e le cascine di Opagliolo, Opagliolo di sotto (denominata Bettoia fino al primo quarto del XVII sec.), e della Nòcciola. Interessante la cappella della Madonna Addolorata, costruita nel 1756  dai cugini Stefano Bettoja e Giulio Maurizio Frattini. È stato recentemente completato il restauro integrale, della statua barocca della Madonna Addolorata e dei quadri.Come rendersi conto del grande lavoro quindi per mantenere questi meravigliosi documenti del tempo.
Polo Cavouriano – Fondazione Camillo Cavour Santena (TO)
Il Castello Cavour di Santena fu la casa della famiglia di Camillo Benso, conte di Cavour a Santena ed oggi è uno dei castelli più importanti del Piemonte soprattutto perché costituisce un unicum straordinario, ricco di memorie storiche, arredi, archivi e biblioteca. unicum straordinario di arte e cultura rappresenta uno dei più grandi patrimoni della storia del nostro Paese. È opera dell’architetto Francesco Gallo e fu costruito tra il 1712 e il 1720. Subì lavori di ristrutturazione nella seconda metà del sec. XIX. Un parco all’inglese, disegnato da Xavier Kurten, conserva il settecentesco solenne salone formato da due rampe parallele che danno accesso al piano nobile.
Palazzo dei Conti di Bricherasio – Bricherasio (To)
ll Palazzo Bricherasio di Fubìne, talvolta indicato anche soltanto come il castello, è un edificio storico seicentesco della provincia di Alessandria appartenuto, a partire dal XIX secolo, al casato dei conti Cacherano di Bricherasio, un’estinta famiglia dell’antica nobiltà, dimora del conte Vincenzo Natta di Baldesco. All’interno il “giardino all’italiana” che è stato trasformato in un parco romantico con annessa un’ampia serra e l’aggiunta di ulteriori specie botaniche esotiche conformemente alla moda tipica dell’epoca. Di pertinenza dell’edificio vi è la Cappella Bricherasio, situata in località Cappuccini. Realizzata in stile neogotico, la cappella fu fatta erigere nella metà dell’Ottocento.

 

Abbiamo poi alcune di queste dimore che sono anche state poi convertite nelle loro parti agricole in interessanti luoghi di gusto, come ad esempio La Tenuta Berroni (CN), dimora risalente al settecento piemontese, caratteristica per il suo stile francesizzante e varissima nella vegetazione, in cui poter vivere a seconda dello spazio scelto, in atmosfera per le nozze, un’atmosfera d’altri tempi, all’insegna del lusso e del romanticismo, oppure vivere le atmosfere regali e magiche del Piemonte settecentesco.
Adagiata nella verde campagna che circonda l’antico borgo di Racconigi, alle porte di Cuneo, la Tenuta fu costruita nel 1773 per il nobile De Laugier come dimora di villeggiatura, dotata di uno splendido parco, una cappella e alcuni edifici rurali. Oggi Tenuta Berroni è la meta prediletta di sposi in un contesto all’insegna dell’eleganza. Il meraviglioso parco secolare della Tenuta è lo sfondo ideale per immergersi nelle suggestioni ovattate di questa esclusiva dimora storica, dove tutto è magia e dove il tempo pare essersi cristallizzato e il profumo diventa quasi inebriante con narcisi selvatici, violette, mughetti e antiche inglesi che popolano questo stupendo giardino.
Ecco che la grande tenuta poteva essere anche luogo ideale per trasformare la produzione agricola in qualcosa di moderno e lì ci si sono messi i giovani figli della a Contessa di Castelbarco Visconti che ne hanno ricavato, in una parte l’azienda agricola e agrigelateria.
Agriberroni tra querce e faggi brilla la residenza storica mentre vicino si producono direttamente gelati artigianali mantecati e confezionati, realizzati con materie prime della azienda agricola o di aziende agricole limitrofe. La più alta qualità e dedizione al gusto per gli avventori e per chi voglia offrire nei propri servizi di catering, ristorazione o distribuzione, gelati che rappresentano una eccellenza del nostro territorio. E non solo perché le erbe officinali, come Camomilla e Lavanda, vengono rielaborate in prodotti cosmetici naturali. Grazie ad una collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Agraria, che porta avanti un progetto congiunto mirato alla conservazione di cloni piemontesi di Lavanda Angustifolia,
l’azienda con le erbe che vengono distillate con distillatori creati ad hoc; le trasforma e crea una linea personalizzata di prodotti cosmetici.
Quindi saranno sempre giornate interessanti quelle dedicate ad un incontro con la storia legata al nostro bel Paese.

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