“Oggi ho realizzato i miei sogni e, direi ad ogni ragazzo e ragazza che mi sta ascoltando questo: credete nei vostri sogni, e se lavori abbastanza duramente e se vi impegnatw, potete ottenere tutto ciò che volete” questo il messaggio di Rory Mcilroy vincitore del 89° edizione del Masters Tournament, primo major stagionale disputato sull’iconico percorso dell’Augusta National, ad Augusta in Georgia.
Rory McIlroy, numero due mondiale, ha vinto con 277 (-11) colpi e si è ritagliato un posto nella storia del golf, Infatti è divenuto il sesto giocatore a completare il “Grande Slam”, imponendosi in tutti e quattro i Major, impresa riuscita solo a cinque grandissimi: Gene Sarazen, Ben Hogan, Gary Player, Jack Nicklaus e Tiger Woods.
Il nordirlandese (72 66 66 73) ha conquistato il titolo superando con un birdie alla prima buca di playoff l’inglese Justin Rose (277 – 65 71 75 66), con il quale aveva concluso alla pari la gara. Al terzo posto con 279 (-9) Patrick Reed, uno dei numerosi membri della LIV Golf in campo, al quarto con 280 (-8) Scottie Scheffler, numero uno del World Ranking e campione uscente, al quinto con 281 (-7) Bryson DeChambeau, anche lui nella Superlega Araba, e il coreano Sungjae Im, e al settimo con 282 (-6) lo svedese Ludvig Aberg, due top ten in due Masters disputati (runner up nel 2024).
Rory Damiel Mcliroy nato a Hollywood , Irlanda del Nord, lo incontriamo nell’agosto del 2006 al Golf Club le Betulle a Biella dove vince l’European Anateur Championship e quindi lo leguo da tempo in tutti i suoi giri mondiali e alla richiesta da parte della PGA sul giocatore che speravo fosse il vincitore, la mia risposta è stata subito Rory Mcilroy.
Sabato, Rory McIlroy aveva elettrizzato la folla di Augusta National. Era uscito con un primo tiro di tee che sembrava lo scoppio di un cannone. Aveva rfatto un paio di bogey nel bel mezzo del round ma poi ha elettrificato di nuovo la folla, facendo un ottimo su e giù per birdie alla 13 seguito da colpo di ferro alla15 e sistemando un putt per l’aigle che ha fatto quasi ruggire la folla, sembra che fossero così forti da attraversare il Rae’s Creek fino al fiume Savannah. E così facendo, si è messo nella posizione migliore, più rischiosa, più terrificante di tutte: davanti.
Un intreccio di putt da incubo hanno quindi se analizziamo la domenica, giorno finale del The Mastrìers ad Augusta. Un groviglio di stress che deve aver preso le budella del povero Rory arrivato dopo il terzo giro in testa, ma con alle calcagna un Bryson DeChambeau con il desiderio di vittoria, ma purtroppo non molta fortuna o poca strategia di gioco ed un Justin Rose ritornato al terzo posto. Stress e concentrazione dovevano essere un’altalena in Rory che ha a volte perso per un putt non andato a buon fine come anche alla 18 e che lo ha portato ad un play off con Rose.
Sono state molto sofferte le nove buche finali per Rory McIlroy, che forse ha rivisto i fantasmi del 2011, quando leader dopo 54 buche con quattro colpi di margine, finì 15° dopo un 80. A metà round sembrava in assoluto controllo e con gli altri ben distanziati, ma tra la buca 11 e la 14 aveva perso quattro colpi (due bogey, un doppio bogey) e ha rimesso in corsa Rose, che è ricorso ai fuochi d’artificio nelle ultime otto (sei birdie contro due bogey). L’impresa all’inglese non sarebbe bastata perché sul tee della 18 era due colpi dietro, ma McIlroy gli ha concesso il playoff con un bogey (contro un birdie), salvo poi rimediare con la prodezza alla buca supplementare e conquistare il quinto Major a distanza di quasi 11 anni dal quarto.
La concentrazione è ritornata ad aiutarlo a vincere sullo stress che si scioglieva mano mano che, in ginocchio dopo aver lasciato il putt riprendeva fiato e faceva quasi una preghiera al Dio.
Finalmente quella giacchetta verde tanto ambita era ora sulle sue spalle non più curve dalla fatica ed il suo volto splendeva di un sorriso che gli illuminava il viso.
Noi fans eravamo felici e la folla presente, senza telefonini, vietati assolutamente era immersa nello spettacolo e elettrizzata dal grande gioco a cui stava assistendo, vivendo l’esperienza che veniva loro offerta..










