In un periodo in cui i cuori hanno battuto all’unisono con l colpi del nostro Skinner da un lato all’altro della rete del tennis, è venuto il tempo che ci si accorga che c’è un’altra grandissima competizione che si gioca nel mondo e che, questa volta coinvolge la nostra cucina… il Bocuse d’Or.
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Bocuse d’Or, spesso definito la “Coppa del Mondo dell’alta cucina”, è la competizione gastronomica più prestigiosa a livello globale, ideata per promuovere l’eccellenza culinaria e i giovani talenti.
Il concorso è stato creato nel 1987 dallo chef francese di fama mondiale Paul Bocuse (soprannominato il “Papa della cucina” e pioniere della nouvelle cuisine).
L’obiettivo era trasformare la cucina in un vero e proprio spettacolo, con chef provenienti da tutto il mondo che si sfidano in un’arena di fronte a un vasto pubblico, come in un evento sportivo. La finale si tiene ogni due anni a Lione, in Francia, nell’ambito del salone internazionale Sirha.
Il 1 dicembre abbiamo incontrato i membri del team che si giocheranno la partita al prossimo incontro europeo, a marzo a Marsiglia e quindi poi, passato l’europeo, il mondiale a Lione dove avvengono tutte le finali, davanti ad un tifo da stadio a cui ho avuto la gioia di assistere per poter innalzare sempre più la nostra bandiera italiana verso il gradino più alto del podio che, in questi anni, è appannaggio degli scandinavi oltre che dei francesi.

Questo appuntamento che segna ufficialmente il primo passo verso la Finale Europea 2026, è un traguardo che richiede passione, eccellenza e il supporto di tutta la filiera della ristorazione italiana, grazie anche alla FIC e agli sponsor.
L’Accademia Bocuse d’Or Italia e il suo Presidente Enrico Crippa, che condivide la sua esperienza, nonché sensibilità e talento con il nostro team, li stimola sempre al raggiungimento e partecipazione con il carisma che possiede per un posizionamento sempre più alto della cucina italiana di cui, tra l’altro proprio il 10 dicembre a Nuova Dalhi ne verrà discussa la candidatura a Patrimonio Culturale Unesco.
Crippa, con il suo supporto costante e la sua visione lucida, offre ad ogni giovane chef una certezza: non si è mai soli quando si punta all’eccellenza. Il partecipare infatti pretende grande forza di volontà, impegno e duri allenamenti, come si confà a tutto ciò che mira in alto.
La competizione non è per nulla uno scherzo tutt’altro, è rigorosa e mette alla prova le abilità tecniche, creative e organizzative degli chef. Saperne di più ci fa comprendere la difficoltà dell’impresa che i nostri ragazzi affronteranno infatti prevede:
Squadra: composta da un candidato chef, un commis (assistente) e un allenatore.
Tempo: i team hanno un tempo limitato di 5 ore e 30 minuti per preparare due piatti distinti: uno su vassoio (piatto di carne o pesce, che varia a ogni edizione) e uno su piatto (solitamente un piatto vegetariano o a base di pesce, a seconda delle regole dell’anno). Ecco che qui entra in gioco il vassoio che deve essere studiato per essere oltre che molto bello anche super efficiente.
Ingredienti: gli ingredienti principali sono imposti dall’organizzazione e annunciati in anticipo, sebbene alcune variazioni e aggiunte possano essere specificate per la finale.
Giuria: i piatti vengono giudicati da una giuria internazionale composta da chef rinomati provenienti dai paesi partecipanti.
Criteri di valutazione: Il giudizio si basa su diversi criteri, tra cui il gusto, la presentazione, l’originalità e la capacità di lavorare in modo pulito ed efficiente.
Quindi un lavoro che prevede duri allenamenti che il team ha provato in un Ristorante di Corvara Badia che ha creato l’esatto loco in identiche dimensioni di quello che sarà a Lione per potersi allenare, memorizzare tempi e movimenti, per ridurre le difficoltà.
ll concorso si articola su più livelli: selezioni nazionali, seguite da finali continentali (Bocuse d’Or Europe, Bocuse d’Or Americas, Bocuse d’Or Asia-Pacific, Bocuse d’Or Africa) per determinare i 24 paesi che parteciperanno alla Gran Finale di Lione dal 21 al 25 gennaio 2027.
Ora il team, allenamento su allenamento si prepara alla finale europea, giorno dopo giorno per raggiungere il primo obbiettivo, inserirsi negli ammessi alla finale mondiale. Due anni d’impegno che pesano sulle spalle di questi giovani talenti che sono stati scelti e che mano mano si formano con l’aiuto dell’Academy e della FIC.
Stiamo preparando un sogno che profuma d’Italia.
Ogni gesto, ogni dettaglio per avvicinarsi a marzo, non è solo cucina, è passione, fatica, orgoglio per raggiungere un “sogno” e, se parlate con loro che sono uniti e carichi, pur consapevoli del grande impegno, ma ben fieri di essere stati scelti per partecipare.
Direttore della Bocuse d’Or Italy Academy, Lorenzo Alessio, il candidato Matteo Terranova, il commis Edoardo Magni, il coach Alessandro Bergamo e lo junior coach Noel Moglia.

Poco più di cento giorni li separano dal primo confronto e fondamentale appuntamento e devono elaborare la forma mentis di quelle 5 ore e più che li vedranno affrontare le sfide della finale europea, prevista a marzo 2026 a Marsiglia, per cui i nostri Chef si stanno preparando già da mesi, per poi proiettarsi alla finale mondiale, al Sirha di Lione nel gennaio 2027.
Una competizione, come spiegato dai dirigenti, che sta alzando sempre più l’asticella delle difficoltà, con un regolamento davvero serrato e svelato di settimana in settimana. Da qui, l’altissima soglia di attenzione e di abnegazione che il Team sta spendendo per affrontarla al meglio.

Così abbiamo avuto il piacere di incontrarli durante la conferenza stampa svoltasi presso la sala Mengoni del Ristorante, in Galleria a Milano, del vice presidente del Bocuse D’Or Academy, Carlo Cracco.
Allora in bocca al lupo ragazzi e ringraziamenti ai partner che danno il loro sostegno per questo grandissimo evento che tutti gli italiani devono conoscere e per cui tifare al massimo.