Difendiamo la Moka: Mokavit risponde al caso BIALETTI
Un fondo cinese è pronto a rilevare lo storico marchio Bialetti, ed ecco l’appello di Mokavit, azienda specializzata nella produzione artigianale di moke di alta qualità:
“La Moka, un simbolo del Made in Italy da difendere. Siamo pronti a ridare vita alla produzione locale, creare nuovi posti di lavoro e riportare in auge la tradizione che un tempo ha fatto grande il nostro territorio.”
La possibile acquisizione del marchio Bialetti da parte di una proprietà cinese solleva interrogativi sul futuro per uno dei simboli più iconici del Made in Italy: la moka. Non si tratta solo di un cambio di proprietà, ma di una potenziale perdita di identità culturale e manifatturiera per l’Italia.
Creata nel 1933 da Alfonso Bialetti, la moka è molto più di un oggetto di uso quotidiano. È un emblema di tradizione, innovazione e cultura italiana che ha conquistato il mondo. La sua forma, il suo suono e il suo aroma raccontano una storia che parte dalle radici artigianali italiane e arriva nelle case di milioni di persone. Tuttavia, oggi il futuro di questo simbolo è incerto. La cessione di marchi storici rischia di allontanare ulteriormente la produzione dal suo contesto originario, mettendo in crisi un settore già colpito da profonde trasformazioni.
Per questo Mokavit, azienda piemontese specializzata nella produzione artigianale di moke di alta qualità interamente realizzate in Italia lancia così un appello per la difesa del Made in Italy e della filiera corta: «Con un profondo senso di responsabilità e amarezza, apprendiamo della possibile acquisizione del rinomato marchio Bialetti da parte di una proprietà cinese. Questa notizia, che sta scuotendo il panorama nazionale, non rappresenta solo un ulteriore capitolo di una storia che rischia di spezzarsi, ma anche una grande sfida per il nostro paese, che rischia di perdere uno dei suoi simboli più riconosciuti nel mondo: la moka. È un altro duro colpo per la manifattura italiana, che da tempo sta affrontando crescenti difficoltà nel mantenere il controllo sui suoi marchi storici.»afferma Gianni Vittoni, fondatore di Mokavit. Vittoni ha guidato Mokavit nello sviluppo di una moka innovativa, adatta a tutti i tipi di piani cottura, inclusi quelli a induzione, senza la necessità di adattatori. Questo impegno riflette la missione dell’azienda di mantenere autentica l’esperienza del caffè italiano.
Un Impegno per la Tradizione
Con una produzione locale che coinvolge fornitori e artigiani entro un raggio di 15 chilometri, Mokavit intende rilanciare l’industria manifatturiera italiana, creare nuovi posti di lavoro e preservare un’eredità culturale che rischia di scomparire. «La moka non è solo uno strumento per preparare il caffè, ma un pezzo della nostra storia e identità. Riteniamo fondamentale che questo simbolo rimanga legato alle sue radici italiane, espressione di qualità, autenticità e tradizione. La nostra missione è chiara e incrollabile: difendere la moka, difendere il Made in Italy e tutti i valori che abbiamo ereditato dai grandi maestri artigiani e che continueranno a essere il nostro faro, guidandoci verso il futuro.» continua Vittoni.
Una nuova caffettiera tutta made in Vco: è un ritorno al passato, quando a Omegna Bialetti inventò la moka. Dal 2010 il marchio acquisito da una multinazionale con sede a Coccaglio (Brescia) ha detto addio al luogo di origine. Fino all’anno scorso a Ornavasso, nel capannone di Blu service e Atena, imprese del gruppo Azzurra, era rimasto qualcosa della gloriosa produzione di un’invenzione nota in tutto il mondo. Si assemblavano i pezzi – prodotti all’estero – per confezionare caffettiere su cui stampare la griffe dell’omino con i baffi. Un anno fa anche questa attività è stata portata a Coccaglio e i 39 addetti di Blu service, chiusa, hanno dovuto trovare altro lavoro.
Da inizio ottobre sempre nella sede di Ornvasso verrà aperto un outlet per la vendita di un prodotto da acquistare soprattutto online. Vittoni inizia con dieci addetti, sperando in un risconto di clientela che gli consenta di aumentare rapidamente la produzione. Per raggiungere l’obiettivo ha investito anche in una campagna pubblicitaria nazionale, che ha come testimonial Joe Bastianich. Il patron di ristoranti, ambasciatore della cucina italiana in America e popolare personaggio televisivo, ieri era a Campino, alla Rampolina. Davide Minoletti ha prestato il suo locale con vista sulle isole Borremeo per il set. Compariranno nello spot in cui Bastianich risponde alla domanda «signori, caffè?» con un sì, «ma solo se me lo faccio io con la Mokavit», per cui Vittoni – che compare in scena – ha anche pensato a una miscela esclusiva e una versione «extra lusso», placcata in oro.
Un Simbolo di Rinascita
Mokavit ha scelto la fenice come proprio emblema, a rappresentare la resilienza e la capacità di rinascere. Con questa filosofia, Mokavit si propone non solo di preservare il patrimonio della moka, ma anche di trasformarlo in un elemento chiave per il futuro del Made in Italy. L’obiettivo non è solo salvaguardare un prodotto, ma riaffermare l’importanza della qualità artigianale italiana in un mondo sempre più dominato dalla produzione di massa e dalla standardizzazione. Mokavit vuole essere ambasciatrice di una cultura del caffè autentica, restituendo alla moka il prestigio che merita.