Donne tra luci e trasparenze per Ermanno Scervino

Nel 2000  a Firenze nasce la Maison con lo stilista Ermanno Daelli e l’impreditore Toni Scervino e debutta in passerella nel 2003 con la linea donna e precedentemente l’anno prima esce la collezione l’uomo che debutterà nel 2005 al Pitti. Sin dall’inizio si è notata subito la grande artigianalità toscana e una bellezza che eccelle specie nella donna, tra pizzi e trafori.

Ed ecco ancora ora nel 2005 Ermanno Scervino racconta una moda per una moltitudine di figure femminili che abitano la luce e attraversano le trasparenze. Turiste uscite da una cartolina di Anacapri, esploratrici urbane, figure nate per muoversi tra i luoghi del Mediterraneo, già inquiete, nomadi, disegnate con l’indaco, novelle Dominique Sanda ma anche Veruschka.

L’atmosfera della collezione è di luce piena e ombra netta, di vuoti importanti quanto i pieni, di superfici aperte alle trasparenze. Il pizzo e l’uncinetto si muovono come garze intrecciate su una terrazza assolata. Le traforature, i disegni a cordoncino, i cristalli applicati in trame geometriche ricordano maioliche, brillanti e irregolari.

Anche la materia partecipa a questo equilibrio: trova nuove forme grazie alla tecnologia.
Lo chiffon, lavorato a strati con un’antica tecnica detta “a petalo d’iris”, conserva la sua leggerezza e trasparenza ma acquisisce una struttura inattesa, fino a diventare un tessuto da blazer. È ancora chiffon, ma è diventato qualcosa che prima non esisteva. Allo stesso modo, la nappa impalpabile e leggerissima plissettata in forme irregolari mantiene la sua lucentezza originaria.

I colori tracciano una mappa: blu saturi, sabbie calde, gesso, azzurri scoloriti dal sole e l’arancio vivo di certe ceramiche o degli agrumi. C’è una misura preziosa, fatta di tonalità calibrate.

Gli accessori riflettono lo stesso equilibrio tra artigianalità e sperimentazione che attraversa l’intera collezione. Le borse alternano paglia intrecciata, cannucce di bambù, uncinetto, rafia, suede e pelle. Alcune con ricami preziosi, quasi d’altri tempi; altre evocano sacche da esploratore o la morbidezza dei cuscini di una residenza mediterranea.

Flip-flop con suole di pizzo, zeppe in sughero, mocassini frangiati, sandali verniciati o ricamati: le scarpe alleggeriscono, smorzano il rigore e introducono una impalpabile leggerezza.

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