“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”
così recita la pre ghiera, espressione non solo di un sentimento religioso, ma anche della cultura di un popolo, della sua storia. Il frumento con cui si fa pane e pasta è simbolo di comunità, territorio, saperi contadini. Ereditato da un lontano passato oggi rappresenta un patrimonio da rispettare per gli usi che ne facciamo, elemento comune nella storia degli uomini, antico ancora più della scrittura, fa parte della tradizione di ogni paese.
Dal lontano 1908 un imprenditore edile cambia la sua vita dedicandosi ad un prodotto diverso che acquista da uno che non era più in voglia di portare avanti, è la prima fabbrica della Val di Fiemme che fa pasta alimentare.
Un notevole salto per Valentino Felicetti ma c’é una famiglia numerosa e la sfida attira, l’acqua lì è buona, si deve cercare la farina, sono solo due gli ingredienti base poi con i figli si troverà il la forza di portare avanti il lavoro.
Infatti nel 1920 si inserisce alla guida il figlio maggiore Valentino che ogni giorno produce dai 10 ai12 quintali di pasta, e si attiva la canalizzazione dell’acqua per usarla sia come forza motrice che come ingrediente… è una grande risorsa. Purtroppo la struttura in legno della fabbrica prende fuoco e lassù a Pedrazzo non ci sono i pompieri quindi, pur con tanto aiuto anche della comunità, va tutto a farsi benedire salvo la casa dove abita la famiglia.
Ma i montanari hanno la forza di superare le difficoltà e dopo nove mesi ecco che ripartono.
L’idea di Felicetti da la spinta ad altri pastifici visto la presenza dell’oro non nero ma trasparente, l’acqua di quella zona e nel 1956 sono ben 11 i pastifici trentini e si sviluppano i mercati di vendita specie con la vicina Austria grazie agli accordi presi per un commercio frontaliero. La famiglia, cuore sempre della compagine ora conta nel 1970 dei figli di Emilio con a capo Valentino – nato nel 1935 e così chiamato in onore del nonno – che prende la guida dell’azienda.
Sono i grandi anni 80 in cui lo spirito innovativo animava l’Italia tutta e ci si adegua anche a Predazzo con il computer per usufruire di tutte le innovazioni informatiche e si crea la pasta lunga, i miei amati spaghetti (n.d.r.)
Non solo novità elettroniche, ma specialmente l’inserimento delle nuove generazioni danno quella spinta necessaria alla crescita della azienda. Valentino diventa Presidente del Pastificio, i tre cugini Riccardo, Paolo e Stefano salgono al vertice del management aziendale. Felicetti. Seguire quella che é una delle leve di marketing, soddisfare il desiderio del consumatore e di chi usa il prodotto, gli chef, fa nascere questa linea Monograno che rappresenta la quintessenza della loro produzione ed è ottenuta da semole biologiche monorigine coltivate su terreni scelti così da porre nel prodotto il carattere spiccato dell’azienda pur con questi seppur fragili ingredienti.
Si devono spostare, ma la scelta dovuta porta così il loro Matt a produrre in Puglia conservando della terra d’origine il calore e la sferza primordiale, mentre è dal lontano Saskatchewan – in Canada – che proviene l’antico ed insieme moderno Khorasan a marchio Kamut® .
Tutto umbro è il timbro del loro Farro di cocco, rustico e sincero, e nelle Murge coltivano l’ultimo giunto – ma non per questo meno importante – “Il Cappelli”, ottenuto dalla varietà di grano duro Cappelli italianissima e vigorosa, densa di sensazioni schiette e appaganti allo stesso tempo. La devozione con cui Monograno viene prodotta, il tocco finale che trasforma questa pasta in un racconto dei luoghi d’origine e delle persone che l’hanno realizzata: un vero mix di profumi, sapori, consistenze, e importante, una sensibilità ai condimenti offrendo all’estro di spalancare un universo di possibilità, offrendo anche alle casalinghe la felicità di un piatto di valore. Era tempo di offrire un’immagine all’azienda e così nel 2016 l’esterno dello stabilimento viene rinnovato e la facciata assume un aspetto moderno, vivace e integrato nell’ambiente, con serigrafie “parlanti” che spiegano ogni lettera che compone la parola PASTA.

Noi di Chef in Green non potevamo non portarla a conoscenza del pubblico del golf per cui ecco che dal 2022 ha accompagnato gli eventi nello show cooking e nelle cena, entrando nel menu fatto a più mani per far apprezzare un prodotto firmato Trentino. Avremmo desiderato che qualcuno potesse spiegare anche le sue particolarità, ma ci siamo accontentati della presenza e della possibilità offrendola anche come premio che ogni giocatore potesse farsene un vanto cucinandosela in casa e offrendola da gustare agli amici.









