Una filettatura racconta il movimento della caldaia per unirsi al serbatoio: l’avvitatura.
Alessi è sempre stato molto attento a nuove forme di oggetti di uso comune. Tra questi in primis la caffettiera di cui ha fatto creare vari design.  Erano cinque finora a cui si aggiunge la sesta veramente molto particolare.
Opera di Philippe Malouin, tra le figure più interessanti della nuova generazione del design, ha creato questa nuova moka che omaggia il rito del caffè usando la forma di una… vite.
È un designer anglo-canadese, scuola Eindhoven, noto per collaborazioni con Flos, Zanotta e tanti altri, e recentemente per l’incredibile giga-divano visto in Design Week da Capsule.

Sempre la stessa identica struttura dell’oggetto creato da Alfonso Bialetti nel 1933, gli stessi tre pezzi incastrati l’uno all’altro, che così continuano rivivere in infinite interpretazioni.

 

Il merito è soprattutto di Alessi che dal 1980 (anno di uscita della 9090, la caffettiera di Richard Sapper), affida il progetto ai designer più importanti – Mendini, Rossi, De Lucchi, tra gli altri.

Il processo dietro alla Alessi Vite.
Philippe Malouin ha dato la sua interpretazione al più italiano tra i prodotti di design offrendo un omaggio all’estetica dell’industria che non arriva solo come esito del progetto, ma è insita nello stesso processo progettuale. Il designer parla di “scrapyard works” facendo riferimento ai depositi di rottami in cui si raccolgono e smistano pezzi di automobili o altri oggetti; allo stesso modo la sua ricerca inizia dal recupero di scarti metallici a cui dà nuova vita ricomponendoli e reinterpretandoli.

È cosi che nasce Vite, la caffettiera che in una poetica sintesi formale omaggia il gesto con la forma. La caldaia, ovvero la base della moka si caratterizza per una filettatura che racconta, appunto, il movimento di avvitatura che si fa per incastrarla al serbatoio.

 

Questo giovane design ha recentemente vinto il premio “designer dell’anno” della rivista Wallpaper*. È stato inoltre nominato Presidente della Giuria della “Design Parade” di Villa Noaille in Francia.
Philippe vive e lavora a Londra, dove gestisce il suo studio.

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